Si preannuncia come la più grande rivoluzione che internet abbia mai affrontato. Il cambiamento che potrebbe portare con sé si preannuncia epocale, ma i dubbi, le paure e i timori non si sono fatti per niente attendere.
E’ iniziata da oggi la rivoluzione dei domini internet, fino al 12 aprile del 2012 si potrà infatti depositare una candidatura per acquisire un dominio personalizzato. In pratica oltre alle 22 estensioni classiche (.com, .org, .net) e le declinazioni geografiche (.it, .de, etc.) si potranno aggiungere suffissi per i nuovi domini con l’utilizzo di qualsiasi parola.
Il cambiamento è senza dubbio una manna dal cielo per la Icann, che incasserà 185 milioni di dollari per ogni nuovo dominio, ai quali si aggiungeranno 25 milioni di dollari per il mantenimento. Le aziende sono però tutt’altro che contente, infatti oltre ad un vistoso aumento dei costi temono di doversi difendere dal tentativo di usurpazione del proprio marchio.
Molte aziende hanno per esempio preventivamente acquistato il dominio .xxx, le nuove denominazioni di dominio che sono entrate in vigore dal mese scorso, scelta fatta per evitare travisamenti pornografici con il nome della proprio dominio web.
Si preannunciano anche contenzioni giuridici, per i problemi che potrebbero nascere per l’omonimia tra città e prodotti commerciali, (ad esempio Evian) chi avrà in questi casi la priorità sulla scelta del nome per il proprio dominio.
Rod Beckstrom, patron e Ceo della Icann, afferma che i contenziosi che verranno fuori sono nulla rispetto agli interessi economici in ballo, e che la liberalizzazione dei nomi dei domini comporterà una internalizzazione di internet, rendendo possibili nomi di dominio anche ad esempio in cinese, il cirillico o l’arabo.
Una altro rischio è che le aziende con grandi potenzialità economiche facciano incetta di domini per poi rivenderli a terzi. Si preannuncia in sostanza un 2012 pieno di trambusto sulla rete.